Seminare domande, dubbi, risate, idee, contaminazioni, curiosità: è il potere dei libri, e la bellezza del farli raccontare dagli autori. A Pordenonelegge 2026 (motto: “semina chi legge”) ho avuto il piacere di dialogare con tre di loro.
Sabato mattina tendone strapieno allo Spazio Gabelli con Dario Ferrari e il suo “L’idiota di famiglia” (Sellerio), il libro del mese di Pnleggebooklovers, bookclub ufficiale del festival. Con Ferrari, che dal vivo come sulla pagina ha la grazia di dire cose profonde e intelligentissime senza essere serioso e di farti scompisciare a tradimento, Ie colleghe del bookclub ed io abbiamo parlato di calchi linguistici, di individualismo e collettività, di ferite, di politica, ma anche di stitici e di stronzi (chi ha letto il romanzo capirà, a chi non l’ha letto lo consiglio spassionatamente).
Al pomeriggio poi ho chiacchierato con Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone: coppia sulla pagina e nella vita, hanno rivelato ai lettori che gremivano l’auditorium Vendramini la formula chimica della loro scrittura a quattro mani, inveito contro certi assessori pisani che qui non possiamo dire, e soprattutto seminato indizi sulla terza indagine di Serena e Corinna, protagoniste de “La scala di seta” (Sellerio).
Ho frequentato il festival Pordenonelegge per anni, prima come lettrice, poi come autrice. Questa edizione mi ha portato un nuovo ruolo di cui sono onorata e felice: contribuire a raccontare i libri degli altri.